giovedì 28 febbraio 2013

IL PENSIERO DEL SELVAGGIO CLAUDIO MESSORA SUL BLOG DI BEPPE GRILLO





 


Claude Lévi-Strauss  invitava a distinguere il pensiero selvaggio, cui dedicò un'importante opera del secolo scorso, dal pensiero dei selvaggi.

Il pensiero dei selvaggi è quello  che classifica l'altro come selvaggio. Non a caso numerosi studi etnografici e antropologici registrano  che numerose comunità sopravvissute alla civilizzazione definiscono se stesse come tribù degli uomini. Gli altri sono non solo diversi, ma anche e soprattutto non umani.

Per questo si può affermare  che il pezzo di Claudio Messora, comparso oggi sul blog di Beppe Grillo è il pensiero di un selvaggio.  Tutto giocato su coppie di concetti che rimandano alla teoria amico-nemico di Carl Schmidt, Messora concepisce il Movimento 5 Stelle come una tribù dotata di intrinseche qualità totalmente umane (quando non sovrumane) cui si contrappone  una molteplicità di non umani. Assediata dalla cattiveria belluina  dei vecchi partiti,  la giovane pulzella   pentastellata deve difendere la virtù e non contaminare la propria purezza. Una sorta di razzismo ideologico che si afferma proprio in quanto decreta la morte  delle ideologie.

Caratterizzato da una imbarazzante sciatteria lessicale, l'articolo di Messora comprende una serie di menzogne e qualche imprecisione che non sarebbe tollerata senza qualche sberleffo nell'ultima delle sezioni del PD.

Una grossolana menzogna, per esempio, è che i 4 miliardi dell'Imu siano andati a finanziare il passivo del Monte dei Paschi di Siena. La lettura del  più rudimentale manuale di finanza pubblica gli avrebbe svelato una  verità terra terra: l'Imu va a finanziare la spesa corrente. I quattro miliardi al Mps sono partite di giro: provengono dal   debito pubblico, remunerato al 5%, e  vengono prestati all'Istituto di Siena al 9%.  Non so se sia meglio presumere l'ignoranza o la malafede.

Ma non basta. Un'imprecisione di dettaglio spiega più di ogni altra cosa l'attenzione  di questo personaggio per la correttezza dell'informazione. Messora attribuisce a Luciano Violante la frase "abbiamo una banca". Sbagliato: era Piero Fassino, allora segretario dei Ds. Questo  maître à penser de la pensée sauvage  arriva pure a prospettare una prorogatio del Governo in carica. Qualcuno dovrebbe spiegargli che prima di agosto occorrerà presentarsi a Bruxelles con lo schema di bilancio 2014 e che nessun governo può cimentarsi a quei livelli senza un sostegno parlamentare dichiarato. 

Una grossolanità concettuale, una malafede, una sostanziale ignoranza dei meccanismi istituzionali che farebbe ridere se non facesse rabbrividire.  Fermatelo, per favore.

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