mercoledì 27 febbraio 2013

PLAY E RECORD. LA TRUFFA DI BEPPE GRILLO




Wi-fi per tutti. Le informazioni a disposizione di tutti. Uno vale uno. Ma sarà così, in realtà? In tutti i più rudimentali  manuali di comunicazione sta scritto che ogni dispositivo  multimediale ha due tasti: play e record. Con il tasto play, riproduci quel che altri han registrato; con il tasto record sei in grado di generare contenuti.
L'inganno è tutto qua. Far credere che TUTTI siano in grado di premere il tasto record.
L'uso che Beppe Grillo, proprietario del marchio Cinque Stelle, ha fatto e fa del suo blog rappresenta la dimostrazione lampante di una truffa culturale e tecnologica di cui sono vittima ormai centinaia di migliaia di italiani, soprattutto giovani.
Il messaggio parte, il messaggio arriva. I commenti sono irrilevanti al fine della linea politica. La rete è uno strumento unidirezionale di comunicazione: Grillo parla (record), gli altri ascoltano (play). La truffa è sotto gli occhi di tutti: il tasto record c'è, ma non funziona dalla parte dei fruitori del blog. E, soprattutto, Grillo si guarda bene dal premere il tasto play. Non ha alcuna intenzione di ascoltare quel che gli altri producono.

I suoi editti raggiungono pertanto i militanti e gli elettori senza mediazioni. Non servono i giornali, non servono le tv, non servono neppure organi rappresentativi intermedi. Il garante parla (record), gli altri ascoltano (play).

Un comportamento simile a quello che tenne il generale De Gaulle nei giorni della crisi in Algeria. Non si fidava degli ufficiali dislocati in Nord Africa. E che fece? Regalò a tutti i soldati e caporali una radio a transistor. Perché potessero ascoltare direttamente le parole dell'Eliseo  "senza alcuna mediazione".


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