IL PENSIERO DEL SELVAGGIO CLAUDIO MESSORA SUL BLOG DI BEPPE GRILLO
Claude
Lévi-Strauss
invitava a distinguere il pensiero selvaggio, cui dedicò un'importante
opera del secolo scorso, dal pensiero dei selvaggi.
Il pensiero dei selvaggi è quello che classifica l'altro come selvaggio. Non a
caso numerosi studi etnografici e antropologici registrano che numerose comunità sopravvissute alla
civilizzazione definiscono se stesse come tribù degli uomini. Gli altri sono
non solo diversi, ma anche e soprattutto non umani.
Per questo si può affermare che il pezzo di Claudio Messora, comparso oggi sul blog di Beppe Grillo è il pensiero di un selvaggio. Tutto giocato su coppie di concetti che
rimandano alla teoria amico-nemico di Carl Schmidt, Messora concepisce il Movimento 5 Stelle
come una tribù dotata di intrinseche qualità totalmente umane (quando non
sovrumane) cui si contrappone una
molteplicità di non umani. Assediata dalla cattiveria belluina dei vecchi partiti, la giovane pulzella pentastellata deve difendere la virtù e non
contaminare la propria purezza. Una sorta di razzismo ideologico che si afferma
proprio in quanto decreta la morte delle
ideologie.
Caratterizzato da una imbarazzante sciatteria
lessicale, l'articolo di Messora comprende una serie di menzogne e qualche
imprecisione che non sarebbe tollerata senza qualche sberleffo nell'ultima
delle sezioni del PD.
Una grossolana menzogna, per esempio, è che i
4 miliardi dell'Imu siano andati a finanziare il passivo del Monte dei Paschi
di Siena. La lettura del più rudimentale
manuale di finanza pubblica gli avrebbe svelato una verità terra terra: l'Imu va a finanziare la
spesa corrente. I quattro miliardi al Mps sono partite di giro: provengono
dal debito pubblico, remunerato al 5%,
e vengono prestati all'Istituto di Siena
al 9%. Non so se sia meglio presumere
l'ignoranza o la malafede.
Ma non basta. Un'imprecisione di dettaglio
spiega più di ogni altra cosa l'attenzione
di questo personaggio per la correttezza dell'informazione. Messora
attribuisce a Luciano
Violante la frase "abbiamo una banca". Sbagliato:
era Piero
Fassino, allora segretario dei Ds. Questo maître
à penser de la pensée sauvage arriva
pure a prospettare una prorogatio del
Governo in carica. Qualcuno dovrebbe spiegargli che prima di agosto occorrerà
presentarsi a Bruxelles con lo schema di bilancio 2014 e che nessun governo può
cimentarsi a quei livelli senza un sostegno parlamentare dichiarato.
Una grossolanità concettuale, una malafede,
una sostanziale ignoranza dei meccanismi istituzionali che farebbe ridere se non facesse rabbrividire. Fermatelo, per favore.
twitter @enzocarnazza
Nessun commento:
Posta un commento