Trascrivo
un passo straordinario di Theodor W. ADORNO tratto da Minima moralia (Trad. It. 1954, Torino, Ed Einaudi).
Lui
lo intitolò Stomaco vuoto, io
proporrei:
CONTRO LA VOLGARITA' E LA RETORICA DELLA PANCIA
Stomaco
vuoto
Nulla di più reazionario che contrapporre i dialetti popolari
allalingue scritta. Ozio, e perfino superbia e arroganza, hanno conferito alla
lingua della classe superiore un carattere d'indipendenza e d'autodisciplina,
che la mette in opposizione all'ambiente sociale in cui si è formata. Essa si
rivolge contro i signori, che ne abusano per comandare, pretendendo di comandar
loro a sua volta, e si rifiuta di servire i loro interessi. Nella lingue degli
oppressi, invece, resta solo l'espressione del dominio, che l'ha provata anche
della giustizia della parola autonoma, non deformata, promette a tutti coloro
che sono abbastanza liberi per pronunciarla senza rancore. La lingue proletaria
è dettata dalla fame. Il povero biascica le parole per saziarsi di esse. Egli
attende dal loro spirito oggettivo il valido nutrimento che la società gli
rifiuta: e fa la voce grossa, arrotondando la bocca che non ha nulla da
mordere. Egli si vendica sulla lingua, straziando il suo corpo che non gli ha
concesso di amare, e ripetendo, con impotente violenza, l'offesa che gli è
stata inflitta. [...]. Se la lingua scritta codifica l'alienazione delle
classi, questa non è revocabile attraverso la regressione alla lingua parlata,
ma solo nella coerenza dell'obbiettività linguistica più rigorosa. Solo il
linguaggio che ha assimilato e risolto in sé la scrittura libera il discorso
umano dalla menzogna per cui sarebbe già umano.
Twitter @enzocarnazza